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LIBEROBUS 5 - E’ INIZIATA LA RITIRATA! La posizione di Claudio Zanotti sulle "novità"
La vera e propria “sollevazione di popolo” (quello internettiano su Facebook, ma non solo!) ha costretto l’Amministrazione Zacchera/De Magistris a innestare la retromarcia sull’abolizione di LiberoBus. Intanto, abbiamo guadagnato almeno altri tre mesi di LiberoBus (quello vero!): sino a maggio/giugno tutto continuerà come adesso e il nuovo sistema “sperimentale” (un anno) si avvierà di fatto a settembre, con la ripresa delle scuole. Staremo a vedere. Oggi comunque, dopo quasi due settimane di mobilitazione di migliaia e migliaia di cittadini/utenti, il Comune fa uscire un documento d’intenti (si può leggere il testo a questo indirizzo:http://www.cittadiniconvoi.it/sito/images/stories/documenti/consiglio/Nasce_bus.pdf) che - pur nella
vaghezza dei contenuti, nella confusione delle informazioni e nell’indeterminatezza del costo economico – dice alcune cose: LiberoBus resta gratuito per i trasporti scolastici; resta gratuito per gli anziani sopra i 65 anni; diventa a pagamento (con tariffe ridotte e differenziate) per tutti coloro che hanno meno di 65 anni; diventa a pagamento (2 €) il servizio di City Bus “a chiamata”. Si annuncia l’introduzione di alcune corse in più e si obbligano coloro che vorranno fruire dei bus in città a munirsi di tesserino e abbonamento; anzi, si ipotizza un macchinoso e complicato sistema di tessere, fotografie, caparre date e restituite, che complicherà la vita ai fruitori dei bus in città, renderà tortuoso l’acquisto dei titoli di viaggio per quelli che usano il bus per andare in altre località e costituirà un fortissimo fattore di deterrenza al loro utilizzo. Oggi infatti per viaggiare gratuitamente è sufficiente avere la Carta d’Identità, mentre domani tutti coloro che vorranno usare i mezzi pubblici in città non solo dovranno pagare (tanto o poco che sia), ma dovranno anche munirsi di tessere, abbonamenti, “carnet” di biglietti… Ma sul prossimo numero di questo foglio analizzeremo più approfonditamente anche questi aspetti. Per adesso, una riflessione tutta politica. Come il nuovo teatro (prima demonizzato da Zacchera e adesso riproposto identico a 500 metri di distanza e a costi di molto aumentati), anche l’idea di LiberoBus si è rivelata talmente forte, attrattiva, innovativa e apprezzata che chi si era incautamente e solennemente impegnato a cancellarla (“Contro LiberoBus si è scagliato Roberto De Magistris, Consigliere della Lega Nord”, da “La Stampa”, 5 aprile 2009), farà moltissima fatica a mantenere la promessa.
QUANDO E COME E’ NATO LIBEROBUS. QUANTO COSTA E CHI LO PAGA. La mobilitazione per assicurare la prosecuzione di LiberoBus sta tracimando da Facebook (oltre 2.000 adesioni) alle piazze della nostra città. Proprio l’intenso e appassionato dibattito richiede alcune informazioni che permettano di inquadrare correttamente questa iniziativa, unica nel suo genere a livello nazionale. L’intuizione di LiberoBus nasce alla fine del 2006: Sindaco di Verbania da due anni e mezzo dopo esser stato per sette anni Presidente di Conser Vco e di Vco Trasporti srl, mi sono convinto della realizzabilità di un’idea molto audace e inedita: sottoscrivere come Comune un abbonamento a favore di tutti i residenti per l’utilizzo (singolarmente) gratuito dei mezzi pubblici all’interno della città. E’ così nato l’abbonamento di municipalità della città, che dal 1 maggio 2007 consente a tutti i Verbanesi di fruire dei mezzi pubblici all’interno del Comune utilizzando la carta d’identità come titolo di viaggio (termine tecnico per dire biglietto o abbonamento). All’interno della nostra città si muovono moltissimi autobus: essi appartengono a diverse linee (Omegna-Verbania, Cannobio-Verbania, Premeno-Verbania, Domodossola-Verbania, Circolare interna di Verbania, Gonte-Verbania…) e nel loro percorso interno alla città toccano e servono i nuclei più importanti e la maggior parte delle frazioni. Questi mezzi viaggiavano pieni soltanto nelle ore di entrata e uscita delle scuole, mentre per larga parte della giornata il loro utilizzo era mediamente inferiore alla metà della potenzialità di trasporto. Dunque, molti mezzi che viaggiavano mezzi vuoti. Da questa considerazione nasce l’intuizione della praticabilità di LiberoBus: saturare gradualmente i mezzi pubblici circolanti, ottimizzando un servizio già esistente per far crescere una coscienza evoluta di mobilità urbana (meno auto private, meno congestione veicolare, più sicurezza, ambiente urbano migliore, più agevole mobilità interna per giovani/giovanissimi e anziani..). Con la società di gestione, Vco Trasporti srl, nel 2007 è stato sottoscritto il contratto di abbonamento di municipalità, con il quale il Comune ha riconosciuto alla società un corrispettivo per compensare i mancati ricavi di biglietti e abbonamenti che i Verbanesi non avrebbero più pagato individualmente. Il corrispettivo è di 550.000 € circa all’anno e garantisce la gratuità non solo dei bus “ordinari”, ma anche dei trasporti scolastici specifici per tutti i ragazzi delle elementari e medie inferiori, dello Scuolabus comunale e del City Bus, cioè il “bus a chiamata” che i cittadini residenti nelle frazioni di Possaccio, Unchio, Biganzolo, Zoverallo e Antoliva possono prenotare all’orario più comodo. Dove trova il Comune i 550.000 €? Nel 2007 (anno d’avvio di Liberobus) l’Amministrazione di Centrosinistra ha portato l’addizionale Irpef dall’ 1 al 3 per mille: dei 2 punti di incremento, l’1,2 serve a coprire il costo di LiberoBus (un punto di addizionale Irpef vale 470.000 €, come da contabilità comunale 2008). In concreto, ogni contribuente di Verbania ha pagato mediamente 29 € all’anno per LiberoBus, garantendo con questa cifra a sé e ai propri figli la gratuità dei servizi di trasporto elencati nel paragrafo precedente. A ognuno dei 31.000 Verbanesi LiberoBus costa 17 €/anno. Chiudo l’articoletto con un dato che aiuta a capire il senso e il valore di questa iniziativa. Il Comune di Novara (Maggioranza di Destra/Lega Nord, sindaco della Lega) fa pagare ai residenti non il 3 ma il 7 per mille di addizionale Irpef: il 133% in più di Verbania. Ma Novara non ha LiberoBus.
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